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"La sentenza di Cassandra e le sue burle"




è il blog piu' critico, satirico, idiota e burlesco, ma anche impegnato e schietto allo stesso tempo...

...Tutto quello di cui non avreste mai pensato di leggere.

Benvenuti
a voi,

curiosi perditempo, burloni logorroici e rompiballe rigorosamente dall' occhio critico.
# Postato mercoledì 23 gennaio 2008 10:18
Modificato sabato 26 gennaio 2008 17:43

E' anche un po' colpa nostra

E' anche un po' colpa nostra
Fisico palestrato, giacca di pelle, aria sprezzante, e una fortuna economica raccolta in poco tempo e senza fatica: se non si trattasse del re dei paparazzi, potremmo adattare questa descrizione all' antagonista di un qualsiasi romanzo.
Fabrizio Corona, da qualche giorno in carcere per estorsione e sfruttamento della prostituzione, risponde alle accuse con l'arroganza che ha ormai fatto di lui un personaggio. In un' intervista a “La Repubblica” del 7 dicembre 2006, a proposito dei ricatti fotografici risponde con una provocazione rivolta al giornalista: “ Questo è il mercato. Le faccio un esempio. Lei è sposato, mettiamo che sua moglie le ha fatto le corna. Io vengo da lei e le dico: ho in mano una foto. Lei cosa fa? La compra giusto? E poi mi ringrazia anche. Mi creda.”
Una simile risposta non può certo essere frutto di ingenuità e non si può certo dire, al di là della sua possibile innocenza o colpevolezza, che Corona svolgesse un'attività particolarmente morale.
Ma nonostante l' immagine negativa che mi è stata imposta da tv e giornali, io non riesco ad accanirmi contro il presunto comportamento di Fabrizio Corona. Lo considero uno dei tanti ragazzi che hanno scelto la via breve, pericolosa, e moralmente scorretta per arricchirsi. Ma quante delle vallette da lui fotografate hanno scelto quella strada? Corona è stato accusato di “aver fornito ragazze a personaggi facoltosi”; non è forse sbagliato il comportamento di quelle ragazze, che magari desideravano proprio essere fotografate per poter raggiungere la notorietà? Una valletta che accetta di vendersi per raggiungere il suo fine non è meno immorale di un paparazzo pronto al ricatto pur di vendere le proprie foto a caro prezzo. Lo scopo è sempre il denaro, la bella-vita, le strade sono sempre sbagliate, sono solo i mezzi a cambiare.
Eppure le vallette in questi giorni affollano i talk show, alcune parlano di indignazione per il comportamento di Lele Mora, altre si difendono da intercettazioni che le compromettono, giudicano, accusano, ma nessuno si stupisce più nel vedere una velina ventenne su uno yatch, con un vecchio imprenditore sposato da quarant' anni. Accusare la ragazzina o il vecchio non farebbe certo notizia. La colpa è dunque del paparazzo, dei suoi scoop, dei suoi soldi facili. E si difende la vita privata anche quando l' imprenditore in questione piazza la sua barca a 10 metri dalla spiaggia, quasi a volersi far vedere.
L' arresto di Fabrizio Corona rimetterà certo un po' di ordine tra paparazzi e vallette, ma ricordiamoci che questo circolo vizioso è alimentato dalla curiosità della gente, che acquista i giornali scandalistici, che a loro volta comprano le foto-scoop dai paparazzi. Spero quindi che il caso “vallettopoli” non serva solo a fare giustizia, ma anche a farci comprendere quanto sia noioso e stupido il mondo dei vip, che magari si fanno fotografare volontariamente, in un' astinenza di notorietà, e che organizzano festini a base di coca, e che non conoscono la fedeltà. Non c' è niente di interessante, niente di curioso.



Chiara Cavalleris

Per saperne di più...
* il sito ufficiale di Fabrizio Corona

*Intervista delle Iene a Corona poche ore prima dell'arresto.

*Vallettopoli, dichiarazioni di Corona al "Corriere della Sera"

# Postato mercoledì 23 gennaio 2008 10:28
Modificato domenica 23 marzo 2008 19:49

La legge morale dentro di sé.

La legge morale dentro di sé.
L' onestà.
Enzo Biagi la imparò da piccolo, quando sua madre lo fece vergognare per aver detto una stupida bugia. La maestra gli chiese -Che lavoro fa tuo padre?- ed Enzo rispose – L' impiegato-, anche se il papà era un operaio. Poi tornò a casa e raccontò tutto alla mamma, che il giorno dopo lo accompagnò a scuola: -Mio figlio si deve scusare..- rivelò alla maestra, ed Enzo confessò.
Da allora Enzo Biagi ha sempre detto la verità, anche da giornalista. Cronista radiofonico, scrittore, firma storica della cronaca italiana, ha raccontato i fatti con la correttezza ammirabile di chi difende l' integrità del proprio mestiere a costo del posto di lavoro, riconoscendo il lettore come suo unico grande riferimento, senza mai confondere padroni e principali. – Lei è un fuoriclasse, deve venire a lavorare con noi – disse negli anni Ottanta Silvio Berlusconi, estraendo il libretto degli assegni- Metta lei la cifra-. Ma di cifre Biagi ne aveva già troppe: Il suo ultimo memorabile approfondimento televisivo, “Il fatto”, fu per centinaia di giorni la trasmissione più vista della televisione pubblica, con uno share medio del 24% (sei milioni di telespettatori). Attraverso il fatto Biagi ha raccontato per otto anni una notizia al giorno: cinque minuti di reale giornalismo,talvolta una breve intervista, talvolta un servizio, chiaro e conciso.Niente a che vedere con gli interminabili programmi d' attualità in seconda serata,infarciti di lunghi monologhi senza possibilità di replica e di confusi dibattiti approssimativi. Niente a che vedere con la manipolazione di fatti a cui siamo quotidianamente sottoposti, con la mole di cronaca nera riproposta ogni giorno in modo meticoloso e macabro,diabolicamente studiata per celare le notizie. E si possono raccontare in tanti modi, le notizie. Biagi ce lo spiega in “Era ieri”, con la semplicità che lo ha reso uno stile: “Il fatto: un bambino vede una bicicletta, la prende e scappa. Si può raccontare così: un bambino prende una bicicletta perché ha sempre sognato di averne una. Oppure: il bambino è un ladro, dimostra di essere un precoce delinquente. Infine: era un gioco, il bambino non sa che certi giochi vengono contemplati nel Codice Penale”. Però in un Paese in cui la volontà di un parlamentare conta più di ciò che vuole la gente, un uomo che racconta la verità e viene ascoltato non può essere perdonato. Così un giorno, dopo quarant' anni di servizio alla Rai, Enzo Biagi, che fu direttore del telegiornale quando ce n' era uno solo, fu cacciato dalla tv per “uso criminoso della televisione pubblica”. Ironia della sorte, a censurarlo con tale sentenza irrevocabile fu proprio colui che vent' anni prima sarebbe stato disposto a qualsiasi cifra pur di averlo tra i suoi giornalisti.
Ma Biagi era un uomo libero.


Chiara Cavalleris


Per Saperne di più...

*Enzo Biagi, biografia

*"L'ialia in lutto per Enzo Biagi"pubblicato da "la Repubblica"

*" Il Fatto" di Enzo Biagi, puntata sulla libertà dìinformazione.
# Postato mercoledì 23 gennaio 2008 10:39
Modificato venerdì 25 gennaio 2008 10:32

Un carnevale in famiglia

Un carnevale in famiglia
Roma- Sabato 12 maggio 2007: family day
Avanti signori e signori, venghino venghino, la piazza è grande e c'è posto per tutti, preti, laici e farabutti, ministri e curiosoni, omofobi e ladroni, rispettate associazioni...
Ehilà signor Giullare, che si manifesta oggi?
Ehm..(legge sotto la mano un po' imbarazzato), la f..amigli..a, ma sì certo la famiglia! Che bella la famiglia!
W la famiglia e abbasso i culattoni! (sulla Stampa c' era scritto,perché l' ha detto calderoni, ma si può anche togliere..)
(Il Giullare si inchina togliendosi il folcloristico cappello)
Prego Onorevole C...(poi si avvicina amiccante), come va con la signora?
Quale signora?
La seconda!
Bene grazie! (e si allontana bofonchiando frasi sconnesse in un linguaggio da osteria: “Adamo ed Eva vincono contro Adamo e Giuseppe, un bel 6-O”)
Vengo anch' io!
No, tu no!
E perché?
Perché sei divorziato!
Ma io sono un' istituzione!
Ah bè, sì bè.. Buongiorno Signora M., ciao S.! I miei omaggi alla famiglia Mulinobianco!
Improvvisamente in piazza giunge un altro gruppo di manifestanti, si tratta di coppie di fatto, conviventi legati da una relazione stabile, tra loro ci sono anche omosessuali, che non possono neanche tenere in considerazione il matrimonio civile per ufficializzare la loro unione. Per questo chiedono i Dico (diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi) e il PACS (Patto Civile di Solidarietà).
Il resto dell' Europa ha i PACS, eppure sembra che riconoscere i diritti alle coppie di fatto non rappresenti una minaccia per la famiglia: la Francia (in cui il PACS è riconosciuto dal 1999) ,sta vivendo una crescita boom, con la media di 2 figli per ogni donna, mentre l' Italia è sotto la medIa europea da diversi anni. È stato organizzato il family day per “fare una politica positiva per la famiglia”, eppure l' Italia è penultima in Europa per la spesa sociale destinata a questa. E tra i parlamentari i PACS esistono eccome, com'è vero che tra loro ci sono delle coppie di fatto (ne è un esempio Casini, leader dell' UDC). E intanto dalla nostra piazza San Giovanni, che ormai “vanta” 100mila persone, si alzano boati e insulti...e Adamo, dal gruppo pro-dico, riconosce il suo fidanzato Giovanni, nella folla pro-famiglia..
- Giovi, anche tu lì? Ma perché?
- Tesoro, per vedere di nascosto l' effetto che fa!


Chiara Cavalleris


Per Saperne di più...

*"Più Famiglia", Il forum delle famiglie.

*"Cattolici in piazza il 12 maggio", articolo del Corriere della Sera.


# Postato mercoledì 23 gennaio 2008 10:42
Modificato venerdì 25 gennaio 2008 10:36

AAA Burino Cercasi.

AAA Burino Cercasi.
Proporrei un minuto di silenzio per il corteggiatore Davide.
Lo so, lo so, sono un' insensibile: di fronte alla caduta del Governo dovrei affrontare ben altre questioni, ma ho provato tanta pena e tenerezza di fronte all' ultima puntata di Uomini e Donnesche proprio non ce la faccio a rimanermene con le mani in mano senza manifestare solidarietà nei confronti del dolce Davide.
La verace napoletana Paola, neo-tronista e vecchia conoscenza non molto gradita ai fan di Maria,ha scelto come capro espiatorio per la sua prima esterna un ragazzo bruno di bell' aspetto, con la motivazione “mi piace la sua professione” (non ancora pervenuto il mestiere del ragazzo e il santo che ha insegnato a Paola il termine “professione”). Davide sceglie suo malgrado di intrattenere la nostra Paola con una passeggiatina al chiaro di luna, mettendo subito in mostra una galanteria ed un' arte oratoria non indifferenti.
Ma Paoletta non sembra apprezzare il savoir faire, e dopo aver posto alla sua vittima (la cui coda dell' occhio si muove felina alla ricerca di vie di fuga) la tipica domanda di routine di Uomini e Donne (“Sei mai stato in tv?”) e avendo ricevuto l' ovvia risposta (“si, per alcune comparse”), se ne esce con la frase che tutti vorremmo sentirci dire al primo appuntamento: “Sei proprio adatto alle comparse: da come parli meglio che ti fanno stare zitto!”
Ma le soglie più alte di romanticismo i nostri prodi (oh cazzo non dovevo dire quella parola) eroi la raggiungono quando si fermano di fronte alla scalinata di una chiesetta, dove Davide aveva posto un mazzo di rose e due coppe di champagne. Paola proprio non ce la fa a sostenere tanta cavalleria; deve smorzare il bel momento con le seguenti dolci affermazioni, peraltro fondate:
1. “Ma le rose bianche non erano i fiori dei morti?” (non preoccupatevi se avete portato a vostra nonna i crisantemi, avete fatto la cosa giusta)
2. “Oddio siamo di fronte a una chiesa...ma allora mi vuoi proprio seppellire!” (se avevate pensato di seppellire la nonna davanti ad una chiesa sappiate che è illegale)
Non preoccuparti Paola, a Uomini e Donne troverai certamente burini che faranno al caso tuo, e allora sì che ci divertiremo.


Chiara Cavalleris




Per Saperne di più...

*Sito ufficiale di "Uomini e Donne".

*Il Buon Costume del Galateo
# Postato venerdì 25 gennaio 2008 10:52

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